Lo yoga e la spiritualità contemporanea: un libro che ti consiglio

7 Dicembre 2021

Se trovare un buon libro di yoga non è per niente semplice (come ti raccontavo qui), non per questo smettiamo di leggere o cercare! Anzi, voglio partire proprio dal consigliarti un libro che ti sarà utilissimo ogni volta ti troverai in libreria perso in una sterminata offerta di testi o mentre navighi online in cerca di un corso/seminario.

Tu non sei Dio”, di Maura Gancitano e Andrea Colamedici -filosofi e divulgatori- è un libro che farei leggere a tutti i miei allievi (e, in generale, a chiunque si interessi di yoga)! Le citazioni che troverai nell’articolo sono tratte da questo testo che non parla propriamente di yoga, ma dell’approccio con cui sono scritti molti libri di yoga (e materie ritenute affini) e con cui viene insegnata questa disciplina.

In generale, se cerchi un libro di yoga in libreria lo troverai in un intrigante settore che, di solito, porta il nome di “spiritualità” (parola forse un po’ intimorente, ma la prendiamo per buona): oggi, questo termine indica un calderone di tematiche che vanno dallo yoga alla crescita personale, dal coaching alla Legge dell’Attrazione, dalla parapsicologia all’esoterismo. In questa pozione, che mette insieme gli ingredienti più diversi, c’è un collante di fondo: questi contenuti “spirituali” offrono “risposte a chi ha domande e ha paura di riflettere da solo, ma è disposto ad acquistare soluzioni belle e pronte. (…) Rappresentano una via che promette il successo, il superamento di tutti i problemi, la crescita interiore”. In poche parole, se hai l’ansia, ecco a te il corso di yoga che toglie l’ansia; se vuoi essere più performante a lavoro, basta seguire il guru della meditazione e diverrai il nuovo Steve Jobs (che era un fervente meditatore, in effetti); se hai delle relazioni insoddisfacenti, c’è il life coach dal sorriso smagliante che ci spiega “Come trattare gli altri e farseli amici” (è veramente il titolo di libro di cosiddetta “crescita personale”).

Tutto pronto, facile, adattabile a ognuno.

Ma allora, se la spiritualità e questa ed è anche così semplice, perché non abbiamo risolto tutti i problemi della vita e non siamo realizzati e felici? Ma se il corso di yoga, la meditazione, il life coach mi assicurano che posso raggiungere la pace dei sensi, una vita di successo, delle relazioni favolose perché non seguiamo queste istruzioni e poi siamo tutti contenti in un coloratissimo Nirvana?

Ecco che inizia a delinearsi il problema di fondo di tutti questi libri: offrire una “suprema illusione” cioè indurre a credere che un libro di yoga, un life coach, un corso possano davvero condurci a una qualsivoglia forma di appagamento duraturo; al limite, possono farci arrivare in quella sorta di asilo New Age dove “Tutto è amore”, “Puoi ottenere qualsiasi risultato desideri”, “Tutto si risolve”, almeno finchè non si ci confronterà inevitabilmente con le complessità della vita adulta.

L’equivoco di fondo è ritenere che la spiritualità, la ricerca interiore, la fioritura personale (cui si vuole accedere attraverso questo genere di divulgazione) siano percorsi che portano “benessere, successo e soldi”. Così ogni percorso/tesi/argomento viene presentato come zuccheroso, facile, “per tutti”.  Si omette (o si ignora) che ogni percorso/tesi/argomento dovrebbe portare -a vari livelli e a seconda dei contenuti- a un confronto con l’ombra, con l’ambivalenza, con la contraddizione. Richiederà lo sforzo di comprendere qualcosa di complesso e di sostenere la frustrazione di inevitabili fallimenti (ad esempio, ti accorgerai che “Imparare a meditare in due settimane” non è così semplice…).

Oltretutto, questo lavoro interiore non porta qualcosa di “concreto” (“fai questo corso e risolverai i tuoi problemi”), a un risultato misurabile, e non è spendibile in termini di performance (lavorative o relazionali) o di post sui social. Un percorso davvero autentico non è (e non può essere) raccontato con la frasetta motivazionale e pubblicitaria su Facebook, con la foto in meditazione o con un millantato miglioraramento della propria vita (spesso, tra l’altro, in termini di fatturato o “successo”). E’ un approccio estremamente superficiale e materiale che derubrica la spiritualità a mezzo per ottenere qualcosa, a volgare business.

Tutta questa complessità non interessa chi vuole soluzioni semplici e così si accontenta di tecniche o pratiche che non richiedono poi chissà quale impegno (leggi il libro, vieni al seminario), non impongono chissà quale severità (le puoi fare quando sei comodo, cinque minuti al giorno) e non esigono chissà quale profonda trasformazione personale (“Tu vai benissimo così, tu sei meraviglioso, in te c’è la divinità, devi solo tirarla fuori”… “Ma certamente puoi guadagnare tantissimi soldi, puoi eliminare ogni angoscia, puoi raggiungere qualsiasi meta desideri, ci mancherebbe”); infine, sono commerciabili nella grande distribuzione (basta andare in libreria o scaricarle sul tablet, non è che devi fare il pellegrinaggio al santuario birmano). Ti faccio un esempio con lo yoga, che è la mia materia: troverai tantissime proposte di corsi in cui “bastano dieci minuti al giorno di yoga per 1) trasformare il tuo corpo 2) imparare a gestire le emozioni (?) 3) essere più felice etc…” ovviamente da svolgere comodamente dal tuo salotto (sia mai che debba fare lo sforzo di recarti da qualche parte),  con POCO IMPEGNO e grandi RISULTATI.

Il fruitore medio di questa divulgazione si illude di avere trovato “la soluzione”, che in 3 mosse, 5 tecniche, 10 consigli ha risolto, che il discorso è concluso, tutto lì, tra un aforisma e una foto su Instragram. Accade il paradosso per cui “Ciò che il monaco, così come lo yogi, così come il sadhu, così come il sufi, così come le sacerdotesse ricercavano tutta la vita e che sapevano di non sapere e che non osavano pronunciare, oggi trova spazio nei discorsi da bar, nei seminari del fine settimana, nei post su Facebook. (…) E tu puoi passare dallo studio del life coaching a quello della Kabbalah senza avvertire alcuna differenza. Come fossero la stessa cosa”.

Sì, ma cercavo un libro sullo yoga, questo lo è?

Ni: questo libro non parla di yoga, ma del mondo intorno allo yoga e di come viene approcciato lo yoga in tantissimi corsi. Non ti dice come fare la posizione X, ma incornicia la disciplina nel contesto culturale nel quale oggi è inserita e smaschera molte delle banalizzazioni, delle fallacie logiche, delle superficialità che troviamo nella maggioranza della divulgazione sullo yoga e nei corsi di yoga (online e offline).

Io lo consiglio perché ti fornisce gli strumenti per capire se quel bellissimo libro sui chakra che vorresti comprare o se il prossimo corso/seminario che vorresti frequentare hanno un senso. E’ utilissimo per discriminare ciò che ha valore, dall’ennesima proposta miracolosa del life coach, dell’insegnante di yoga, del para-psicologo new age.

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Io sono Sara e sono l’insegnante di yoga.
Ho una laurea in Lingue e Civiltà Orientali, ho conseguito il diploma di insegnante di yoga presso l’Istituto Scienze Umane; mi piace la filosofia e amo la scienza (sebbene di un amore non corrisposto): come diceva l’astronomo Carl Sagan “Da qualche parte, qualcosa di incredibile attende di essere conosciuto” e quel qualcosa mi piace cercarlo ovunque, tra i libri, nell’arte, nei viaggi. Scopri di piu…

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